Esino vs Sulzano 1-0

Milano è Sempre Milano.

Ma ora gli occhi di tutti sono puntati sul lago di Iseo.

Il lago d’Iseo: una delle località generalmente più tristi e del nord d’Italia. Un freddo polare, un paesaggio selvaggio e nebbioso tutto l’anno, salvo per un paio di settimane. Generalmente queste.

Ma tutto ciò era A.C. : Ante Christo. Prima di The Floating Piers, l’imponente installazione su ponte mobile che ha aperto lo scorso fine settimana e che resterà sino al 3 luglio. Arte esperienziale, a contatto con la natura e con il pubblico.

Mi immaginavo già sola, a meditare e fare yoga su The Floating Piers nel cuore della notte, magari nella serata in cui ci sono stati il solstizio e la luna piena. E l’universo si sarebbe finalmente svelato dinnanzi al mio terzo occhio.

Credo che questa immagine sia stata comune ai più perché l’installazione è stata presa d’assalto più dell’inaugurazione al KFC! Al punto che proprio dopo il solstizio hanno dovuto chiuderla e la gente è svenuta alla stazione di Brescia.

Ma fin qui, ci può anche stare…la fede nel genere umano l’ho persa con il puntuale titolone del corriere Moda:

“Sì al bianco in passerella, no al look da città Ecco come ci si veste per «The Floating Piers» di Christo”,

Con annessa gallery dei V.I.P. in “passerella, ovviamente.

Quindi, Christo (con la “h”) ha dato ai Milanesi ciò di cui hanno più bisogno: una passerella. In più d’oro. Stanno già mandando incartamenti per dichiararlo il nuovo Messiah (sempre con la “h”, perché nella città della moda ci tengono alla precisione).

Profondo senso di smarrimento che neanche i “Piloni Flottanti”. LaGenteNonCeLaFa. Davvero.

Però, sempre questa mattina, sempre dalla Lombardia, un piccolo paesino mi ha ridato la speranza:

Esino Lario! Un paese da 760 anime sta diventando motivo di orgoglio italiano per il raduno Wikimania organizzato in low budget dalla Fondazione Wikipedia e dalla Fondazione Cariplo.

Pietro Pensa, sindaco di Esino ha fieramente affermato al Corriere: «Siamo pronti a ospitare un evento mondiale all’anno, il paese e i suoi abitanti hanno dimostrato di essere una macchina organizzativa formidabile».

Sarò in prima linea per l’evento #World@Esino2017. E non ci vedrei male anche un’Expo, basta che le installazioni, poi, se le riportino via.

 

 

 

 

 

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“Homines Tinderis” o le 10 specie di maschi che più frequentemente popolano le app di “dating”

Per osservare un microcosmo di GentecheNonCelaFaTM , è sufficiente scaricare una app di dating.

Per non saper ne leggere ne scrivere, ho scaricato le tre più popolari: Happn, Tinder e la nuova Once.

Premesso che non bisogna generalizzare, ma senza un pizzico di ironia questa vita sarebbe veramente #NCF all’ennesima potenza.

Ecco qui la mia personalissima top ten di Gente che Non ce La Fa (ma neanche un pochino):

  1. L’amante degli animali

Questo esemplare di masculus tinderis cerca di mostrarsi accessibile ed inoffensivo abbracciando cuccioli di cane, gatto o bambini. Gli esemplari più facoltosi generalmente hanno foto anche di loro che abbracciano bambini nelle missioni africane oppure in cui sono in preghiera accanto al Dalai Lama.

Generalmente sono poi primi a proporre cose come “#escile” o “mi mandi altre foto piccanti ;)”

  1. Il deluso

Solitamente abbandonato come un cane d’estate in tangenziale dalla ragazza per il suo migliore amico. E queste cose non sei tu ad immaginarle, è lui a raccontartele, nei minimi dettagli.  Lui cerca qualcuno con cui parlare. Non ha fretta. Dopo la rottura con la sua ex non è stato semplice risalire dal baratro. Perché insomma, la sua ex gli ha spezzato il cuore. E ora i suoi gli amici gli dicono che dovrebbe uscire di più e così ha scaricato queste app. Ma, intendiamoci, non lo usa spesso eh…mica vuole scopare. Lui.

  1. Il diretto

Al polo opposto delle due categorie precedenti. Lui quello che vuole te lo dice o te lo fa capire, senza mezzi termini in forme molto simili alle seguenti:

Ciao, cerco sesso, se non sei interessata toglimi la compatibilità altrimenti potrai avere la mezz’ora più intensa della tua vita”.

Ci sono anche varianti che hanno foto semi-nudi; spiaggiati con posa duck-face; selfie davanti allo specchio in cui si alzano  oppure descrizione personale “astenersi perditempo”.

  1. Il modello

Facilmente distinguibile per i suoi selfie in posa da red carpet. Molto spesso, la sua eterosessualità è estremamente discutibile (specie quando presenta il tratto tipico delle sopracciglia ad ali di gabbiano e delle sciarpine Yves Saint Laurent) ma lui, forse ancora non lo sa. Onestamente io non vorrei essere quella con cui scoprirà che l’amore della sua vita è in realtà il suo amico di infanzia Isidoro perciò passerà da Happn a Grindr.

  1. Re Mida

Citazioni filosofico motivazionali nel profilo, spesso in più lingue. A volte può scomodare anche Nietzche. Foto che vanno da: lui accanto o alla guida della sua BMW a lui che legge un libro con aria assorta in foto in bianco e nero e lui che è in mezzo ad un gruppo di amici cospargendo gente con Moet et Chandon.

Lui è figo. Ha un lavoro figo (e lo scrive; 32 anni, Senior Consultant presso Fritzton&Watson). Viaggia in posti fighi e nelle versioni particolarmente in grana si intravedono pure un paio di chiappe di ragazze.

Tutto quello che tocca è oro. I suoi amici sono d’oro. Il suo tempo è oro perché lui è un uomo estremamente impegnato, con un sacco di interessi. Scoprirò presto che, lui che l’ha anche d’oro.

Perciò, ovviamente nessuno di questi interessi può ricomprendere attivamente me perché sono anch’io un puntino sulla sua “schedule” .  Il lato positivo è che fra tutte, ha scelto me per il “time frame” fra le 22:00 e le 23:30.

La mia risposta, ovviamente, è…”next!”

  1. Il fallito

A volte li riconosci perché sono “Libero professionista da me stesso” o non meglio precisato “Imprenditore” o e il sempre in voga “collaudatore di materassi”.

Generalmente pure anzianotto e bruttino (magari si fa pure le sopracciglia). Tendenzialmente si crede un incrocio fra Tom Hiddleston e Michael Fassbender, quando in realtà, se gli va bene, è una versione ben conservata di Christian De Sica.

Nella beneaugurata ipotesi in cui abbia ancora tutti i capelli, si sente in diritto di fare il prezioso e ricade nella categoria ReMida (anche se senza lo stesso potere di spesa, ma in fondo è l’attitudine che conta!) cominciando a dispensare consigli non richiesti tipo “sei carina, ma non ti farebbe male un po’ più di palestra per la prova costume” oppure “secondo me non sei abbastanza sicura del tuo fascino e comunque un po’ più di culo non ti farebbe male, ma io a letto con te ci verrei anche così eh [emojiwink]”. Lo devo verbalizzare il #NCF?

  1. Lo sposato

Sono sulle varie applicazioni con le foto di coppia.

Alcuni addirittura scrivono proprio “Sono sposato” oppure “sono in una relazione seria” fra le informazioni oppure “Uomo Sposato” come nome.

Non posso recensire a fondo questa categoria perché non ne ho esperienza diretta.

E’ un po’ come al mercato: se vedo che, per dire, un avocado è marcio, passo oltre e non lo tocco nemmeno. Comunque, #NCF e solidarietà alle di loro mogli e compagne,

  1. Il simpatico

“Non son bello ma piaccio”; “Uomo de panza uomo de sostanza” “Un limone non si nega a nessuno” sono il loro cavallo di battaglia.

Generalmente questi “simpaticoni” sostituiscono l’avvenenza con la simpatia. Ci starebbe anche, se poi non si rivelassero dei morti di “attenzioni” (si, per attenzioni intendo “pheega”). Questo è disperato. Probabilmente vergine. E se non lo è l’ultima volta che ha visto una donna nuda era su YouPorn. Ti manda messaggi a raffica. Anche se non gli rispondi, soprattutto se non gli rispondi! E come un’erbaccia…va sradicato rimuovendo la compatibilità, prima di dover ricorrere alla polizia postale.

  1. L’hipster

L’hipster si presenta con un’aura intellettualoide.

Lo identifichi perché lui generalmente di lavoro fa “produttore”; “fotografo in cerca di modella in giro per l’Europa” o anche il “Founder at [nome di startup sconosciuta a caso]”.

Ha un gusto per la moda radical chic e, ovviamente, la barba e l’occhialetto da sole. Una barba simbolo di virilità e potenza. Se non fosse che è molto, ma molto meglio tenuta dei miei capelli.

Si, perché scommetto che lui va dal suo barber shop (che usa esclusivamente prodotti pro raso, mica cazzi!) più volte di quante io vado a farmi il balayage. Sicuramente la sua barba e molto meglio tenuta delle mie gambe in certi giorni oscuri, verso la fine dell’inverno…non può sicuramente essere un “match”.

  1. Il tuo capo

48 anni, sposato, due figli. Quando non ti costringe a rimanere in studio ad ore improbabili per rivedere alla nausea la bozza dello stesso contratto la sera prima del closing perché “capitasse qualunque cosa, dobbiamo essere printi a tutto”, ti racconta ti come ha chiesto alla moglie di sposarlo buttandosi da un elicottero e facendo scrivere nel cielo “Bianca ti amo” nel cielo dai paracadutisti della folgore.

Tu sei talmente emozionata dai suoi racconti sul ruolo delle donne nella professione che fingi ti scaricare la posta e apri Happn per cazzeggiare con qualche deluso. Scopri con orrore di aver dimenticato di togliere la geolocalizzazione e trovi “GianPaolo 45” a meno di 500 metri da te.

Lui, attivo la notte precedente alle ore 23:30, come i migliori vecchi lupi mannari, ha una foto dei suoi giorni di gloria con camicia aperta e laconiche immagini della sua villa al mare con piscina.

Lo blocchi immediatamente, ma sai che la tua vita professionale sarà ormai segnata dall’interrogativo “che vorrà dire 45?”.

Mad #NCF

 

Se non ci fossero le amiche

“Amore!”

Sorriso (rifatto) in paresi. Due terzi del suo corpo vanno verso i 30 anni, l’altro terzo va fieramente verso i 15. Capelli stirati da quando di anni ne aveva cinque, al punto che, ingenuamente, cominciavi a pensare che fosse liscia naturale.

“Tesoro!!!!!!!!!”

Senza scollare le natiche (ossute, ma che lei è convinta che siano state scolpite dagli angeli nei marmi di carrara), estende il braccio scarno agitando freneticamente un orpello che sembra la mano scheletrica della Morte. Le puoi distinguere perché lei solitamente porta lo smalto degno dell’ultima manicure di grido delle Cinesine in Paolo SarpiTM su delle unghie totalmente inesistenti.

Sento già un formicolio alla bocca dello stomaco e una lieve vertigine.

“…Ciao Letizia…”.

Scatto con “movimento buffo” per sottolineare quanto sia teneramente impacciata. Mi abbarbica il collo con il braccio tirandomi dall’altra parte del tavolino del brunch. Come una piovra che affonda un veliero.

Nello spazio di un secondo mi chiedo  chi sono e perché sono qui.

“Maddiiiiii”

Maddalena, il mio nome è Maddalena.

Partono i convenevoli, mi chiede come va. Per un istante ho quasi la sensazione che le interessi e mi lascio andare (Come sempre, cado nel tranello).

Le racconto delle mie preoccupazioni al lavoro. Che è dura avere una vita sentimentale quando comunque lavori fino alle 22:30/23:00 e anche i week-end. Che forse ero innamorata, ma che era come cercare di tenere in vita un rapporto attaccato alla rianimazione  artificiale, quindi ho staccato la spina senza avere alternative. Che non sono ancora riuscita a sentire quello che provo perché i giorni si susseguono e io non faccio altro che correre ma non ho idea di dove sto andando.

Lei è annoiata. Con un tono a metà tra il sofferente e il pietista, taglia dicendo:“Senti ho proprio bisogno di amici in questo momento”. Hm.

“Non riesco a capacitarmi di non piacere a questo tizio con cui esco”.

Ok. E?

“Mi sento sola e abbandonata perché nessuno mi da attenzioni”

“Perciò spero di riuscire a distrarmi almeno un pochino nei prossimi giorni, da questo momento orrendo…ma tu proprio non puoi capire…almeno tu hai una specie di vita”

“Perchè scusa, che farai in questi giorni?”

“Ah, non te l’ho detto Maddi? Andrò venti giorni in vacanza in Thailandia con una mia ex compagna di master, fashion blogger come me (lei si che è un’amica, è presente quando ho bisogno di distrarmi un attimo), ma temo che non riuscirò ad uscire da questo tunnel. Ho proprio bisogno di tutto il sostegno possibile.”

L’Amicizia. Sex and the City ci ha insegnato che alla fine trionfa su tutto.

Un attimo forse la morale della serie era “anche se sei un’accattona, se non mangi ma hai cose firmate scelte da un team di almeno venti persone, alla fine ti sposerai un uomo il cui unico pregio è essere disgustosamente ricco. E, tesoro, non confondiamoci, questo è il tuo unico obiettivo”.

Ricordo infatti che Miranda, l’unica che avesse uno straccio di carriera era sostanzialmente una persona insopportabile e bruttina (non che le altre fossero delle meraviglie dei sette mari ne caratterialmente persone con cui sarei andata a bermi una bir…volevo dire prendermi un aperitivo).

Comunque, il nostro role model di donna in carriera finisce incinta di un barista. Che nella scala dei valori proposti dalla serie significa “bella mia te la giochi con quella che è finita sola e col tumore”. Un urrah per le prospettive!

Quindi probabilmente la mia “aminemica” ha ragione quando mi dice in faccia che sono una poraccia di spirito.

Probabilmente ha ancora più ragione quando mi dice che “un uomo non ti vorrà mai se hai più interessi di lui”.

Forse non sbaglia nemmeno quando mi dice in faccia frasi come “stai a vedere che Bianca ora otterrà quella promozione, mentre tu sicuramente no, perché adesso a lei della carriera importa relativamente da quando il fidanzato le ha chiesto di sposarla. Non come te. Si sa che in fondo tu sei ambiziosa. Quindi stai a vedere, lei riuscirà e tu no, perché nella vita è sempre così, ottiene tutto chi se ne sbatte”.

Eh certo. Proprio così.

Però oggi mi rendo conto che #NCF #lagentenoncelafa.

E ne io, ne lei non ce la facciamo proprio. E questo mi mette finalmente in pace.

Mad #NCF.